
sabato 21 novembre 2009
venerdì 2 ottobre 2009
lunedì 13 aprile 2009
IL TERREMOTO A L’AQUILA
Lunedì 6 aprile 2009 – ore 03,32.
La notte del terremoto
Alle ore 03,00 di lunedì 6 aprile 2009 mi sveglio. Sono nervoso per via della forte scossa della sera precedente verso le ore 23,00. Vado in bagno, sono assalito dai dubbi sul cosa fare: rimettermi a dormire o trasferirci in auto. Mia moglie e mio figlio dormono. Guardo dalla finestra il cortile e la strada davanti casa e non vedo nessuno. Sono sempre titubante, ma alla fine decido di rimettermi al letto, anche perché le scosse ci perseguitano da mesi e con il tempo è scemata l’attenzione. Sono le ore 03,15.
Mi sono appena riaddormentato, alle ore 03,32 inizia il ballo. E si, questa volta non è come le altre volte. Sento gli oggetti che cadono dagli armadi, la scossa è lunga e non smette. Mia moglie e mio figlio sono svegli. C’è grande agitazione, mia moglie grida presto scappiamo, la terra non smette di tremare, l’allarme di casa squilla, l’energia elettrica va via. Nel buio riesco ad infilarmi un paio di pantaloni (incosciente) sopra il pigiama e prima di scendere le scale (doppia incoscienza) mi fermo per disattivare il segnale di allarme dove mio figlio sta già attivandosi. Dopo poco ci ritroviamo tutti fuori insieme ai vicini di casa.
Quando tutto è finito, inizio a pensare cosa fare. Rientro nella corte, vado in garage e tiro fuori la macchina per avere un punto di appoggio dove trascorrere le prime ore del dopo terremoto. La notte è fredda, entro nell’atrio di casa e tiro fuori i soprabiti invernali ancora non riposti negli armadi.
Faccio il giro del quartiere raccomandando di chiudere i rubinetti del gas; non assisto a scene di panico, molta preoccupazione da parte di tutti, ma rassegnati alla cattiva sorte.
Ci è andata bene, gli armadi si sono aperti rovesciando il loro contenuto sui pavimenti, ma non sono caduti. In altre abitazioni sono caduti addosso alle persone causando gravi danni fisici.
La struttura della casa, ha tenuto bene, è da verificare l’agibilità, ma non è crollata. Ripensandoci, se così non fosse stato non avremmo avuto scampo: a nulla sarebbe servito correre.
Non conosco come si propaga il terremoto, noto però, che due abitazioni dello stesso tipo, a distanza di poche decine di metri non hanno avuto lo stesso danno: una distrutta l’altra quasi intatta.
Quando comincia ad albeggiare prendo l’iniziativa di preparare un caffè caldo per tutti con la dotazione da campeggio (tirandola fuori dal garage – preciso che dista dieci metri dall’abitazione ed è costruito in cemento armato, compreso le pareti laterali) di cui sono dotato.
Per ora, dopo una settimana, ci siamo adattati e rassegnati alla cattiva sorte, ma i disagi continueranno ed ho timore che prima o poi i nervi possano cedere. Speriamo di no. La vita deve riprendere il suo corso normale al più presto possibile.
Raffaele SUFFOLETTA
Lunedì 6 aprile 2009 – ore 03,32.
La notte del terremoto
Alle ore 03,00 di lunedì 6 aprile 2009 mi sveglio. Sono nervoso per via della forte scossa della sera precedente verso le ore 23,00. Vado in bagno, sono assalito dai dubbi sul cosa fare: rimettermi a dormire o trasferirci in auto. Mia moglie e mio figlio dormono. Guardo dalla finestra il cortile e la strada davanti casa e non vedo nessuno. Sono sempre titubante, ma alla fine decido di rimettermi al letto, anche perché le scosse ci perseguitano da mesi e con il tempo è scemata l’attenzione. Sono le ore 03,15.
Mi sono appena riaddormentato, alle ore 03,32 inizia il ballo. E si, questa volta non è come le altre volte. Sento gli oggetti che cadono dagli armadi, la scossa è lunga e non smette. Mia moglie e mio figlio sono svegli. C’è grande agitazione, mia moglie grida presto scappiamo, la terra non smette di tremare, l’allarme di casa squilla, l’energia elettrica va via. Nel buio riesco ad infilarmi un paio di pantaloni (incosciente) sopra il pigiama e prima di scendere le scale (doppia incoscienza) mi fermo per disattivare il segnale di allarme dove mio figlio sta già attivandosi. Dopo poco ci ritroviamo tutti fuori insieme ai vicini di casa.
Quando tutto è finito, inizio a pensare cosa fare. Rientro nella corte, vado in garage e tiro fuori la macchina per avere un punto di appoggio dove trascorrere le prime ore del dopo terremoto. La notte è fredda, entro nell’atrio di casa e tiro fuori i soprabiti invernali ancora non riposti negli armadi.
Faccio il giro del quartiere raccomandando di chiudere i rubinetti del gas; non assisto a scene di panico, molta preoccupazione da parte di tutti, ma rassegnati alla cattiva sorte.
Ci è andata bene, gli armadi si sono aperti rovesciando il loro contenuto sui pavimenti, ma non sono caduti. In altre abitazioni sono caduti addosso alle persone causando gravi danni fisici.
La struttura della casa, ha tenuto bene, è da verificare l’agibilità, ma non è crollata. Ripensandoci, se così non fosse stato non avremmo avuto scampo: a nulla sarebbe servito correre.
Non conosco come si propaga il terremoto, noto però, che due abitazioni dello stesso tipo, a distanza di poche decine di metri non hanno avuto lo stesso danno: una distrutta l’altra quasi intatta.
Quando comincia ad albeggiare prendo l’iniziativa di preparare un caffè caldo per tutti con la dotazione da campeggio (tirandola fuori dal garage – preciso che dista dieci metri dall’abitazione ed è costruito in cemento armato, compreso le pareti laterali) di cui sono dotato.
Per ora, dopo una settimana, ci siamo adattati e rassegnati alla cattiva sorte, ma i disagi continueranno ed ho timore che prima o poi i nervi possano cedere. Speriamo di no. La vita deve riprendere il suo corso normale al più presto possibile.
Raffaele SUFFOLETTA
giovedì 26 febbraio 2009
venerdì 2 gennaio 2009
Dott.ssa Katia Albanese
Il 19 novembre 2008 si è conclusa la IV edizione delle giornate di studio sulle Forze Armate italiane organizzata dall’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea in collaborazione con l’Associazione Vox Militiae. Come gli altri anni si è registrata una forte e sentita partecipazione da parte dei relatori interessati all’argomento ma soprattutto desiderosi di rivolgere l’attenzione al tema della Resistenza e della Guerra di Liberazione. Grazie ad intelligenti aperture e significativi interventi, il convegno ha dato spazio a mature riflessioni sul fenomeno dei “partigiani” e sulla sua ricostruzione. Un pezzo di storia che ha suscitato un certo squilibrio all’interno della storiografia e della visione militare in quanto soggetto a varie valutazioni e divergenti accenni. Il punto di vista storiografico è stato sapientemente trattato dal Prof. Umberto Dante sulla vicenda di Cefalonia, dal Dott. Amedeo Esposito sul concetto di Patria e Forze Armate e dalla erudita conclusione del Prof. Piero Di Girolamo; l’ottica e le strategie militari sono state lodevolmente esposte dal Gen. B (R) Raffaele Suffoletta, dal Ge. D. (R) Gianfranco Gasperini e dal Col. Antonio Zarcone. Si è trattato nel complesso di un’accurata analisi e approfondimento sulle strategie adottate dalla Resistenza civile e militare per liberare l’Italia dall’occupazione nazista. Un momento della storia che trova sempre tutti unanimi nella commemorazione di questi uomini che hanno resistito e che hanno deciso di “morire da uomini per vivere da uomini”.
Il tema trattato nella seconda giornata ha dato risalto all’importanza strategica del Mediterraneo e alle possibili convergenze che si potrebbero creare con l’Italia. Grazie all’intervento del CeMiss (Centro Militare di Studi Strategici) rappresentato dal Gen. Guarnera è stato possibile capire le attività di studio e di ricerca a carattere strategico- politico-militare messe in atto e orientate ad una maggiore collaborazione con le università. Ad impreziosire il tema sul Mediterraneo è stata l’analisi della Dott.ssa Gattamorta che ha illustrato i vari progetti di formazione e le iniziative promosse dai Paesi membri del Dialogo 5+5 (Francia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna + Algeria, Libia, Marocco, Mauritania, Tunisia) finalizzate ad una dinamismo politico e commerciale.
Gli approfondimenti culturali sono stati curati dal Prof. Lucchetta che attraverso una suggestiva ed enfatica relazione ha permesso alla platea di riscoprire il Mediterraneo in modo emozionante.
Gli aspetti sulla tradizione e il rapporto con la modernità sono stati trattati dalla Prof.ssa Fainella che ha dato spunti al Pro. Di Giandomenico di parlare degli incentivi comunitari e della coooperazione con la Tunisia, un paese che ormai da anni favorisce scambi culturali e di amicizia con il nostro Paese. Testimone dell’esistenza di questi rapporti è stato il Dott. Brignone, presidente dell’associazione Italiana Amici della Tunisia che ha trasmesso un vivo segnale di dinamismo e di fiducia tra i due paesi. Le due giornate si sono concluse con il conferimento dei Premi “Ettore Troilo” alla Casa editrice Mursia per la continua attività editoriale rivolta ai valori delle Forze Armate e in particolare agli Alpini con il suo ultimo libro “La penna del najone” e “Martiri di Cefalonia” al 9° Reggimento Alpini distintosi in ogni occasione per dedizione al dovere.
Considerata la forte partecipazione e il grande interesse mostrato ai temi trattati in questa IV edizione sulle Forze Armate italiane, L’Istituto sta già provvedendo a rispondere ai quesiti rimasti aperti, attraverso l’organizzazione per l’anno prossimo di una V Edizione.
Il tema trattato nella seconda giornata ha dato risalto all’importanza strategica del Mediterraneo e alle possibili convergenze che si potrebbero creare con l’Italia. Grazie all’intervento del CeMiss (Centro Militare di Studi Strategici) rappresentato dal Gen. Guarnera è stato possibile capire le attività di studio e di ricerca a carattere strategico- politico-militare messe in atto e orientate ad una maggiore collaborazione con le università. Ad impreziosire il tema sul Mediterraneo è stata l’analisi della Dott.ssa Gattamorta che ha illustrato i vari progetti di formazione e le iniziative promosse dai Paesi membri del Dialogo 5+5 (Francia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna + Algeria, Libia, Marocco, Mauritania, Tunisia) finalizzate ad una dinamismo politico e commerciale.
Gli approfondimenti culturali sono stati curati dal Prof. Lucchetta che attraverso una suggestiva ed enfatica relazione ha permesso alla platea di riscoprire il Mediterraneo in modo emozionante.
Gli aspetti sulla tradizione e il rapporto con la modernità sono stati trattati dalla Prof.ssa Fainella che ha dato spunti al Pro. Di Giandomenico di parlare degli incentivi comunitari e della coooperazione con la Tunisia, un paese che ormai da anni favorisce scambi culturali e di amicizia con il nostro Paese. Testimone dell’esistenza di questi rapporti è stato il Dott. Brignone, presidente dell’associazione Italiana Amici della Tunisia che ha trasmesso un vivo segnale di dinamismo e di fiducia tra i due paesi. Le due giornate si sono concluse con il conferimento dei Premi “Ettore Troilo” alla Casa editrice Mursia per la continua attività editoriale rivolta ai valori delle Forze Armate e in particolare agli Alpini con il suo ultimo libro “La penna del najone” e “Martiri di Cefalonia” al 9° Reggimento Alpini distintosi in ogni occasione per dedizione al dovere.
Considerata la forte partecipazione e il grande interesse mostrato ai temi trattati in questa IV edizione sulle Forze Armate italiane, L’Istituto sta già provvedendo a rispondere ai quesiti rimasti aperti, attraverso l’organizzazione per l’anno prossimo di una V Edizione.
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